Queste antiche strutture difensive, realizzate dai Romani utilizzando la manodopera degli schiavi durante le guerre contro il popolo degli Equi, si distinguono per la loro caratteristica tecnica costruttiva poligonale, che riflette l'avanzata capacità edificatoria dei popoli italici.
La loro presenza testimonia l'importanza strategica di Roviano già in epoca repubblicana. Le mura sono tra le testimonianze rimaste della civiltà romana in questa regione. La loro funzione principale era di terrazzamento a scopi agricoli, proteggendo il territorio da smottamenti e creando un ampio spazio su cui era possibile coltivare l’olio e altre coltivazioni redditizie come ad esempio il vino. Il nome “Leveta” indica infatti un’oliveta, questa coltivazione estremamente redditizia trova le prime testimonianze di impianto e coltivazione nel terzo secolo avanti Cristo.
Il sito archeologico delle mura poligonali si integra con altri elementi storici del territorio, come il Castello Brancaccio e il Ponte Scotonico, formando un percorso storico che attraversa diverse epoche, dall’epoca della conquista romana fino al Medioevo. Questa continuità storica rende le mura poligonali un elemento fondamentale per comprendere l'evoluzione di Roviano e il suo ruolo nella Valle dell'Aniene attraverso i secoli.