Nello Statuto comunale del tredicesimo secolo, Landolfo Colonna di Riofreddo includeva tra i beni riservati alla Curia il “Collem”, un vasto territorio a nord-est del castello. L'area comprendeva sorgenti d'acqua, campi coltivati e boschi, e nel corso dei secoli sarebbe stata conosciuta con diversi nomi: prima "Colle della Peschiera", poi "Colle Brugia" e infine "Colle della Brucia".
Il luogo è caratterizzato da un boschetto con querce plurisecolari e una particolare spianata circolare che conserva tracce di antichi pavimenti realizzati con pietre accostate. La presenza di questi elementi architettonici, insieme a resti di muri e canaletti di scolo, suggerisce un importante attività umana nel passato. La spianata sulla cima del colle, che misura circa trenta metri per diciassette, è circondata da grandi massi calcarei, probabilmente utilizzati per ricavare materiale da costruzione.
La prima ipotesi suggerisce un legame con la famiglia Brugia di Arcinazzo, nota per aver ricoperto cariche pubbliche nella media valle dell'Aniene. Tuttavia, nessun documento o catasto attesta la proprietà del colle alberato da parte di questa famiglia.
La seconda ipotesi, ritenuta più realistica, riconduce la "Brugia" all'azione di "brucare". Il termine indicherebbe una zona periferica dedicata al pascolo dei maiali in autunno-inverno, grazie alla presenza di alte querce da ghianda, mentre durante il resto dell'anno ospitava altri armenti.
Nel corso dei secoli, il resto del querceto originario - che nel tredicesimo secolo si estendeva fino all'Aniene - è stato progressivamente ridotto attraverso tagli e incendi controllati, trasformando l'area in pascoli, uliveti e terreni coltivabili.
Oggi, questo luogo storico ospita le scuole, gli impianti sportivi e un parco giochi dedicato al poeta “Gianni Rodari” e conserva ancora nel suo nome e nei suoi antichi alberi la memoria di un passato ricco di storia e tradizioni.