Situato su di un piccolo colle calcareo di 523 metri, a 56 km dalla Capitale, domina l'Alta Valle dell'aniene. Molto probabilmente il toponimo deriva dalla famiglia romana dei Rubri, insediatisi nella zona dopo la sottomissione degli Equi avvenuta nel 304 A.C. A questo popolo italico sembrerebbero risalire le singolari mura poligonali situate nella zona residenziale denominata "Leveta".
Nel territorio ha sede uno dei più importanti acquedotti risalente al 144-130 a.C fatto costruire dal Pretore di Roviano Quinto Marcio Re. Inoltre sono ancora presenti le tracce della strada "Valeria Vetus" che si inerpicava attraverso i territori di Cineto, Roviano e Riofreddo.
Il nucleo storico risale al X secolo allorché fu fortificato, infatti nell'anno 1000 Roviano è già "castellum" e dentro le sue mura trovavano rifugio i Il nucleo storico risale al X secolo allorché fu fortificato, infatti nell'anno
1000 Roviano è già "castellum" e dentro le sue mura trovavano rifugio i contadini della zona a causa delle guerre tra i nobili e
signorotti locali per il controllo dei castelli. Il caratteristico centro storico si sviluppa lungo il colle per linee concentriche intersecate da numerose viuzze ed è chiuso, a nord-ovest, dalla gotica Porta Scaramuccia nel 1878 e ricostruita da Camillo Massimo nel 1880.
Inizialmente appartenuto all'Abbazia di Subiaco, nel corso dei secoli il feudo dei vari rami della famiglia Colonna, è appartenuto per brevi periodi anche agli Orsini, come affittuari (1458) ed ai Barberini (1625).
Il castello e i numerosi possedimenti baronali vennero acquistati dai Massimo (1872), poi dai Brancaccio (1902) ed infine dal Comune (1979). L'antico frantoio del "Montano", prospiciente la piazza principale detta "J'Orzéro", ospita la biblioteca comunale.
