Frà Modesto da Roviano

"Io fra' Modesto da Ruviano laico cappuccino confesso che questo manoscritto è stato composto et scritto da me, manopropria..." Inizia così la biografia di fra' Modesto, al secolo Giovanni Flavio, figlio di Astolfo e di S., nato a Roviano nel 1580 e morto a Campli (TE) il 15 gennaio del 1654 nella chiesa-convento di S. Francesco dei cappuccini. A seguito di incresciose vicende familiari, si trasferì giovanissimo a Roma, dove, all'età di vent'anni fu "rapito dalla luce" e si fece frate cappuccino laico. Personaggio scomodo, attirò su di sé le attenzioni dell'Inquisizione, la quale lo dichiarò eretico per via di un suo trattato sulla concezione immacolata di Maria. Nel maggio del 1641 fu condannato all'esilio e spedito a Colonia in Germania con l'ordine di non scrivere o parlare con alcuno su materie teologiche, pena la scomunica o il carcere. Dopo aver trascorso molti anni in Germania fu infine esiliato di nuovo in Abruzzo a Campli dove si spense all'età di 74 anni. Si narra che fosse dedito alla penitenza e che conducesse una vita parca, vestendo miseramente e mangiando pochissimo, mai carne. Inoltre era solito flagellarsi e passare le notti in piedi a pregare. Sembra anche che avesse il dono della profezia e di lui si riportano notizie di qualche miracolo sia in vita che dopo la sua morte. Al suo funerale partecipò una moltitudine di fedeli e molti tagliarono barba, capelli e pezzi di abito della salma per serbarne reliquie. Infine nel 1662, a otto anni dalla sua morte, Fra' Modesto subì un altro processo, ma questa volta teso ad esaminare l'eroicità delle sue virtù. Tra le varie opere composte (20) e alcune in versi (8) si evidenziano: - Trattato dell'Immacolata Concezione della Madre di Dio;
- La Dimostrazione di tutti gl'Instrumenti che s'adoprorno nella Passione e morte del nostro salvatore signore nostro Giesù Christo.
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