

Durante la festa per il patrono del paese, il 29 agosto, si tiene in piazza, gratis, una pantagruelica e pubblica cena detta "
Panarda di S. Giovanni". Fino al XIX sec. era un grande pranzo riservato ai confratelli della Compagnia di S. Giovanni (se ne hanno notizie già nel XVI sec.) e, prima d'essere soppresso d'autorità, fu esteso anche alle donne. Durante la festa notturna si brucia anche la "
Pupazza".

Tra le varie manifestazioni che si tengono durante l'anno, si segnalano: il
Carnevale con i carri di cartapesta e sfilate in maschera;
L'Infiorata in occasione del Corpus Domini, con un enorme quadro di segatura policroma che occupa tutta Piazza della Repubblica ed altre decine di piccole realizzazioni con motivi

religiosi lungo viale Italia e dentro la chiesa della Madonna del Rosario;
la Sagra dei cuzzi co' j'ajju, caratteristica pasta fatta con farine di grano e granturco, insieme ad un mercatino

dell'artigianato locale per le strade del centro-storico il primo sabato di luglio;
la sagra de ju salavaticu, una frittella cotta all'olio e servita con la mentuccia, l'ultima domenica

di agosto.
In concomitanza con la sagra de ju salavaticu, si svolge
La Festa dei Nonni organizzata dal Centro Anziani durante la quale si ripete ogni anno il rito della battitura dell'orzo in piazza.
Di notevole interesse antropologico sono il pellegrinaggio a piedi al S.tuario di Vallepietra in occasione della
festa di
S. Anna a luglio e la
festa pagana della Marzella ad inizio giugno.

Roviano, tra i suoi cittadini illustri, annovera un ottimo letterato del Settecento, Francesco Parisi (1716-1794), che scrisse un'opera che, in quel tempo, andò a ruba:
"Istruzioni per la gioventù impiegata nella segreteria", e fu segretario e bibliotecario del cardinale Scipione Borghese.
Il famoso poeta spagnolo
Raphael Alberti e sua moglie
M. Teresa Leòn visitarono spesso Roviano durante il loro esilio in Italia e ad esso dedicarono la poesia:
Roviano me mira siempre
serio en la mitad del monte
dime algo.
Tu también me miras siempre
nos miramos
dime algo.
¿Que puedo decirle yo
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